Nomi comuni:

Cina, Taiwan

cinese mandarino

大弹涂鱼, 大彈塗魚 (da tan tu yu - saltafango gigante)

Finlandia

finlandese

loistoliejuryömijä

Giappone

giapponese

mutsugorô

Italia

italiano

boleoftalmo asiatico gigante*

Vietnam

vietnamita

cá lác


* nome proposto














Boleophthalmus pectinirostris. Qi'ao Island, Cina meridionale;
vista laterale (sopra); vista dorsale (al centro); vista ventrale (sotto);
la barra è lunga 10 mm - esemplare fissato in formalina al 5% e conservato in etanolo al 95%
(foto: G. Polgar, 2007)


Sinonimi:

Gobius pectinirostris

Linnaeus, 1758

(sinonimo senior)

Boleophthalmus pectinirostris

(Linnaeus, 1758)

(sin. senior, nuova combinazione)

Apocryptes polyophthalmus

(Günther, 1867)

(sinonimo junior)


*In: Cuvier & Valenciennes, 1837



Etimologia:
'Boleophthalmus' viene dall'espressione metaforica greca 'bolê ophthalmôn' (rapida occhiata), che si riferisce ai rapidi movimenti oculari, oppure al 'blinking'

'pectinirostris' è una forma composta latina, da 'pecten' (pettine, rastrello) e 'rostrum' (becco, muso), che probabilmente si riferisce ai denti incisi della mandibola


Lunghezza massima registrata:
155 mm SL (Murdy, 1989)


Colorazione in vivo (Murdy, 1989, varie fonti):
colorazione di fondo grigio verdastra; testa con numerosi piccoli punti celesti, mentre sul tronco vi sono pochi e grandi punti sparsi dello stesso colore; 1-6 chiazze scure dorsali sono talora visibili sui fianchi, ben al di sopra della linea mediana laterale (per es., vedi foto K); D1 grigio verdastra con numerosi piccoli punti celesti; punti più grandi dello stesso colore possono essere presenti alla base della pinna; D2 grigio verdastra con colonne di 5-8 punti celesti fra i raggi; le chiazze scure sui fianchi possono estendersi sulla sua porzione prossimale; pinna caudale grigio verdastra con numerosi punti celesti; pinna anale con pigmentazione arancione nella porzione prossimale, distalmente trasparente; base muscolare delle pinne pettorali con numerosi punti celesti; pinne pettorali grigiastre; pinne pelviche grigiastre


Colorazione in liquido conservante (Murdy, 1989; oss. pers.):
colorazione di fondo da biancastra a marrone scuro; pinne dorsali e caudale bluastre; tutte le altre pinne marrone chiaro; i punti si conservano di solito solo sulle pinne; in alcuni esemplari, 1-4 bande scure diagonali sono visibili sul dorso sulla parte posteriore del corpo; in alcuni esemplari si osservano grandi chiazze scure sulla testa


Diagnosi (Murdy, 1989):
elementi totali di D2 23-26; conta longitudinale delle scaglie 84-123; scaglie predorsali 26-48; lunghezza della pinna caudale 18.3-22.2%SL; lunghezza della testa 24.3-28.0%SL; lunghezza della base di D2 41.5-46.1%SL; primi elementi di D2 di norma segmentati e ramificati; denti della mandibola incisi (bifidi).
Dimorfismo sessuale specie-specifico: spine di D1 più allungate nelle femmine.
Il genere è caratterizzato dall'epidermide della testa, della nuca e del dorso particolarmente ispessita e ricoperta di papille dermiche, e da una cartilagine rettangolare che ricopre il cinto pelvico (vedi disegno)


Dieta:
si ciba sul fondo ed è erbivoro, nutrendosi di associazioni di microalghe (Yang, 1996; Yang et al., 2003). Anche la flora batterica dell'intestino di questi pesci è stata oggetto di studio (Morii & Kasama, 1989; 1990).
Tutte le specie di questo genere mostrano comportamenti alimentari pressochè identici ed è probabile che anche la loro dieta sia assai simile


Riproduzione:
i maschi saltano per attrarre le femmine all'interno delle tane.
Secondo Yuko Ikebe, i sessi in questa specie si possono distinguere tramite l'osservazione delle spine della D1 negli adulti: la seconda spina è sempre allungata nelle femmine, mentre non lo è mai nei maschi.
Questa specie è stata riprodotta artificialmente tramite ovulazione indotta ed allevamento delle larve (Chen & Ting, 1986; Chung et al., 1991; Hong et al., 1988; Hong & Wang, 1989; Zhang et al., 1987; Zhang et al., 1989; Zhang & Zhang, 1988).
L'età e la crescita sono state studiate attraverso l'analisi dei radiali delle pinne pettorali (Washio et al., 1991; Nanami & Takegaki, 2005)


a sinistra: una femmina

a destra: un maschio

(foto modificate da MudskipperWorld, © Yuko Ikebe)



Note ecologiche:
localmente molto abbondante su piane tidali fangose aperte.
Durante l'inverno, i pesci che vivono nel Giappone meridionale vanno in ibernazione sul fondo delle loro profonde tane

a sinistra: tipico habitat di B. pectinirostris: si possono vedere le aperture delle tane (Giappone, prefettura di Saga, Mare di Ariake)

a destra: calco in resina di una tana di un adulto: si noti la forma ad "Y" corrispondente alle due aperture; l'intero cunicolo è profondo circa 1.5 m

(foto: modificate da Hiro Masa Matsumoto, 1999)


Distribuzione:
Taiwan, China e Giappone meridionale; località tipo: Canton, China (Murdy, 1989).
La sua presenza è dubbia nell'Asia sudorientale e in Indonesia. E' possibile che nel Mar della Cina meridionale si trovi in simpatria con le congeneriche B. dussumieri e B. boddarti


a sinistra: un esempio di "architettura-saltafango"

a destra: decorazione lignea ispirata al "mutsugorô"

(foto: modificate da Hiro Masa Matsumoto: prefettura di Saga, Giappone, 1999)



Note:
questa specie è largamente pescata ed allevata in Giappone, Taiwan e Cina meridionale, dove è consideata una delicatezza culinaria (Clayton, 1993). In Giappone questo pesce è molto popolare, e viene catturato con un metodo tradizionale chiamato mutsukake, tramandato da padre in figlio. Gli attrezzi più importanti sono una canna molto lunga, un amo a forma di arpione ed una sorta di slitta da fango chiamata oshi-ita. Un'altra tecnica consiste nell'uso di trappole che imitano il cunicolo del pesce, ricavate dal bambù, e che vengono conficcate nel fango


a sinistra: amo (foto di Hiro Masa Matsumoto, 1999)

nel centro: trappole tradizionali giapponesi (foto di Hiro Masa Matsumoto, 1999)

a destra: un pescatore su di una oshiita che va a pesca di mutsugoro (© Ariake lawsuit, 2007)



Fotografie di Boleophthalmus pectinirostris:

     
     
     



A
: B. pectinirostris in acquario (foto: © fishing-forum, prefettura di Kumamoto, Giappone, 2003); B: una femmina; C: un esemplare che emerge dalla tana; D: un altro primo piano durante l'attività trofica; E: uno scontro fra due maschi territoriali; F, G: maschi riproduttivi che saltano per richiamare l'attenzione delle femmine (foto B-G: © BlueNativeFactory, Mare di Ariake, Giappone, 2006)*; H, I: due altre foto di maschi che saltano, proprio nel momento in cui si spingono con la coda (foto: Y. Ikebe, Mare di Ariake, Giappone, 2003); J: un altro primo piano (foto: Ching K., Hong Kong, China, 2003); K: un esemplare comprato al mercato (foto: Ray Cui, Guangzhou, Cina, 2006)*; L: uova di 6 giorni (foto: Hiro Masa Matsumoto, 1999) - * con il permesso dell'autore


Disegni di Boleophthalmus pectinirostris:




sopra, a sinistra
: da fishbase; sopra, al centro: Gobius pectinirostris Linnaeus 1758, il primo disegno scientifico di un saltafango (Linnaeus, 1759: dettaglio della fig. 3, p. 260) Göttinger Digitalisierungs - Zentrum, Goettingen State and University Library*; visitato: 08/2007); sopra, a destra: pori cefalici sensoriali e nasali di Boleophthalmus spp.: an= narice anteriore; ao= poro del canale oculoscapulare anteriore; pn= narice posteriore (modificato da Murdy, 1989)*; sotto, a sinistra: un esemplare coreano, da Kim, 1997 (fishbase); sotto, a destra: vista ventrale del cinto pelvico di B. boddarti (gli elementi della pinna pelvica sono stati rimossi dal lato sinistro: PIC= cartilagine pelvica intercleitrale; Plv= pelvi; RC= cartilagine rettangolare; Plsp= spina della pinna pelvica (modificato da Murdy, 1989)* - * con il permesso dell'autore




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