Ultimo aggiornamento: 11/10/2009


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* nome proposto





Periophthalmus barbarus. Kribi, Camerun, Africa; vista laterale;
la barra è lunga 10 mm - esemplare morto da poco
(foto: R.E. Brummett, 2007, con il permesso dell'autore)





Periophthalmus barbarus. Marocco, Africa; vista laterale;
la barra è lunga 10 mm - esemplare fissato in formalina e conservato in etanolo
(LACM 54540: Lat 30N, Long 10W, 1969;
foto: R. Feeney, 2008, con il permesso dell'autore)

Sinonimi:

Gobius barbarus

Linnaeus, 1766

(sinonimo senior)

Periophthalmus barbarus

(Linnaeus, 1766)

(sin. senior, nuova combinazione)

Gobius koelreuteri

Pallas, 1770

(sinonimo junior)

Periophthalmus papilio

Bloch & Schneider, 1801

(sinonimo junior)

Periophthalmus erythronemus

Guichenot, 1858*

(sinonimo junior)

Periophthalmus gabonicus

Duméril, 1861

(sinonimo junior)


*In: Duméril, 1861


Etimologia:
'Periophthalmus' è un nome composto dal greco 'peri' (attorno), e 'ophthalmôn' (occhio), riferendosi all'ampio campo visivo di queste specie

'barbarus' in latino vuol dire 'strano', 'forestiero', e si riferisce probabilmente alle abitudini anfibie dei saltafango


Lunghezza massima registrata:
250 mm SL (Harrison & Miller, 1992)



Colorazione in vivo (basata sulle foto: oss. pers.: Camerun):
colorazione di fondo da marrone scura a grigiastra su testa, dorso e fianchi, ventralmente biancastra; diversi punti azzurri sui fianchi, più grandi e numerosi su muso, guance e opercoli; diverse barre diagonali a sella irregolari possono essere visibili sul dorso. Membrana di D1 marrone scuro, con una banda inframarginale da nera a bluastra, compresa fra una striscia bianco-bluastra sottile ed interrotta, ed un sottile margine trasparente; D1 completamente nera in alcuni esemplari; sfondo di D2 marrone, con una striscia nera mediale compresa fra due strisce bianche, e con un margine marrone; pinna caudale grigiastra, con una serie di punti scuri lungo i raggi in alcuni esemplari; pinna anale da bianca a brunastra con un margine giallastro; pinne pelviche marrone scuro sul lato dorsale; pinne pettorali grigiastre


Colorazione in liquido conservante (Murdy, 1989; pers. obs.):
colorazione di fondo da grigio scura a marrone su dorso e fianchi, giallastra sul ventre; chiazze scure e tracce delle barre diagonali possono essere visibili su testa e fianchi. Membrana di D1 marrone scuro, con una banda inframarginale nera, compresa fra una striscia chiara stretta ed interrotta ed un margine trasparente molto stretto; in alcuni esemplari, pochi punti bianchi sulla porzione posteriore e basale di D1; colorazione di fondo di D2 marrone, con una striscia mediale nera compresa fra due strisce bianche, ed un margine marrone; pinna caudale grigiastra, con serie di punti scuri lungo i raggi in alcuni esemplari; pinna anale da bianca a grigiastra; pinne pelviche pigmentate sul lato dorsale; pinne pettorali grigiastre


Diagnosi (Murdy, 1989):
D1 X-XIV; elementi totali di D2 11-14; elementi totali della pinna anale 9-11; conta longitudinale delle scaglie 86-107; TRDB 20-34; pinne pelviche senza frenulo e completamente separate (assenza di membrana basale); margine di D1 diritto; pinne dorsali non connesse da membrana; tratti della colorazione di D1 e D2.
Il genere non è tuttora definito da sinapomorfie


Dieta (Nigeria):
onnivoro: alghe, macrofite, artropodi (principalmente insetti e granchi sesarmidi), nematodi, bivalvi, pesci. P. barbarus si nutre più attivamente durante la stagione secca, che è anche la stagione riproduttiva (King & Udo, 1998)


Riproduzione (Nigeria):
in Nigeria, uno studio della variazione mensile dell'indice gonadosomatico ha mostrato come P. barbarus deponga le uova una volta l'anno, da febbraio a maggio. I pesci maturano ad una taglia di circa 10-11 cm TL, raggiungono una lunghezza massima stimata di circa 22 cm TL, ed un'età massima di 6 anni. La stagione riproduttiva coincide con la fine della stagione secca e l'inizio di quella delle piogge. In questo modo, durante la stagione umida, le larve traggono vantaggio dalla maggiore produttività degli estuari, stimolata dal più elevato carico sospeso dei fiumi. Di conseguenza, esiste un solo picco di reclutamento annuale dei giovani (Etim et al., 1996; 2002; King & Udo, 1997a)


Note ecologiche (Nigeria):
in Nigeria, P. barbarus è stato trovato in mangrovieti e foreste a palme nypah (King & Udo, 1997b).
Questa specie viene diffusamente consumata ed utilizzata come esca in Nigeria (probabilmente ad un livello non sostenibile: Etim et al., 2002), ed è stata presa in considerazione per la piscicultura e su ampia scala (Fineman-Kalio & Alfred-Okciya, 1989). P. barbarus è stato anche incluso fra le specie ittiche in pericolo della Nigeria (Egborge, 1993), a causa dell'intensa degradazione ambientale dei sistemi costieri


al centro: tipico habitat di P. barbarus (foto: J. Baker, Guinea Bissau, 2007, Flickr)


Distribuzione (Murdy, 1989, collezioni museali: oss. pers., LACM 54540):
i record confermati vanno dal Marocco all'Angola; località tipo (neotipo): Liberia


Note:
P. barbarus è una delle due specie linneane di gobidi oxudercini (l'altra è Boleophthalmus pectinirostris). Quando Linneo descrisse Gobius barbarus (1766), sembra che riportò una parte di una dettagliata descrizione di (1763; vedi la tavola sotto), che tuttavia non vi assegnò un taxon binomiale; secondo Murdy, (1989), questa descrizione corrisponderebbe alla specie Periophthalmus endemica dell'Africa occidentale; sfortunatamente, sia Koelreuter che Linneo non riportarono alcuna località tipo. Pallas (1770) dedicò Gobius koelreuteri a Koelreuter, ma anche se basò la sua descrizione su un altro esemplare, nemmeno lui indicò una località tipo. In seguito, Bloch and Schneider (1801) designarono il genere Periophthalmus basandosi sulla nuova specie P. papilio, ed inclusero tre altre specie nel genere: P. koelreuteri (Pallas), P. schlosseri (Pallas), e la nuova P. ruber [che più tardi verrà considerata un sinonimo junior di P. schlosseri (Pallas) da diversi autori, incluso Murdy, 1989]. Bloch and Schneider (1801) indicarono Tranquebar, India, come località tipo di P. papilio (e quindi del genere Periophthalmus). Tuttavia, l'illustrazione di P. papilio (vedi la tavola sotto) è chiaramente la specie endemica dell'Africa occidentale P. barbarus. Già Valenciénnes (1837) notò questa incongruenza, e criticò l'affidabilità degli autori sulle località tipo. Tutto questo materiale tipo è andato perduto (Murdy, 1989). Murdy (1989) ha designato P. papilio Bloch & Schneider e P. koelreuteri (Pallas) come sinonimi junior di P. barbarus (Linnaeus), designando un neotipo dalla Liberia (AMNH 32777).


Fotografie di Periophthalmus barbarus:

     
     


A: P. barbarus da Príncipe I., Repubblica Democratica di São Tomé e Príncipe (foto: D. Lin; Island Biodiversity Race, 2008); B: due esemplari dal The Gambia (foto: B.C. Tørrissen, Tenda-Ba, The Gambia, 2007; One for the Road , 2008)*; C: un altro esemplare dal The Gambia (foto: S. Robinson, Yundum, The Gambia, 2007; Flickr, 2008)*; D-G: P. barbarus in acquario (foto D: S. Williams, Newport, Cincinnati, 2008; Flickr, 2008*; foto E: T. Mukai; Mukai's Encyclopedia of Gobies, 2008*; foto F: Marli; Marli's mudskipperland, 2008; foto G: anonimo); H: vista ventrale di un esemplare in acquario (foto: Marli; Marli's mudskipperland, 2008) - * con il permesso dell'autore


Disegni di Periophthalmus barbarus:





sopra, a sinistra: pori cefalici sensoriali e nasali di Periophthalmus spp.: an= narice anteriore; pn= narice posteriore (modificato da Murdy, 1989)*; sopra, a destra: da Bianchi, 1986 (fishbase); in basso, a sinistra: senza nome (Koelreuter, 1763); in basso, a destra: Periophthalmus papilio (Bloch and Schneider, 1801) - * con il permesso dell'autore




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