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Quali furono gli effetti di questi drammatici cambiamenti sulle condizioni di questi ambienti di acque basse?
Lungo il bordo dell’acqua, dove la vegetazione era abbondante, l’elevata domanda di ossigeno della materia organica e la bassa permeabilità dei sedimenti fini resero queste acque calde e basse cronicamente o periodicamente ipossiche.
Con ogni probabilità ciò poteva accadere sia in acqua marina che in acqua dolce: quotidianamente (per es. in pozze tidali), oppure stagionalmente (per es. in piane alluvionali e in sistemi lacustri o fluviali, in seguito a inondazioni o periodi di siccità).
Tali condizioni ambientali devono aver selezionato favorevolmente ed efficacemente qualsiasi adattamento per la respirazione aerea che fosse apparso nei vertebrati acquatici che iniziarono a colonizzare questi ecosistemi (Horn et al., 1997; Inger, 1957).
Anche in numerosi e disparati gruppi di pesci moderni l’ipossia ambientale sembra avere spesso giocato un ruolo determinante nell’evoluzione della respirazione aerea (vedi anche Respirazione bimodale).
Strutture complesse come le narici palatali interne, o coane, sembrano aver avuto origine nel devoniano medio in maniera indipendente sia nei dipnomorfi (pesci polmonati) che nei tetrapodomorfi osteolepiformi (probabili antenati di tutti i tetrapodi) (Long, 1995; Zhu & Ahlberg, 2004; Murphy, 2005).
Si suppone che simili cambiamenti anatomici, fortemente convergenti, avessero come funzione la respirazione aerea, come suggerisce l’analisi comparata di strutture simili in tutti i vertebrati terrestri viventi. E’ ragionevole che tali strutture avessero un considerevole valore adattativo nel corso del processo di colonizzazione degli ambienti d’acqua dolce e salmastra.
Durante il devoniano superiore si presentò un’opportunità evolutiva unica per quelle specie di pesci in grado di respirare in aria e che vivevano in acque basse tropicali.
Abbondanti risorse trofiche, ambientali e metaboliche, così come habitat liberi da competitori vertebrati, erano a disposizione di qualsiasi linea evolutiva di pesci che fosse riuscita ad aumentare gradualmente il proprio grado di terrestrialità (Clack, 2002). |
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Evoluzione delle coane nei tetrapodomorfi.
Durante il devoniano nell’ambito della linea evolutiva dei tetrapodomorfi, le narici posteriori si spostarono verso il palato tramite la perforazione dell’arcata mascellare-premascellare, dando origine alle coane.
Un analogo processo, contemporaneo ma indipendente, ebbe luogo nella linea dei dipnomorfi, attraverso la perdita dell’arcata e lo spostamento verso l’interno del labbro superiore (Zhu & Ahlberg, 2004).
Tale struttura rendeva possibile 'inghiottire' aria attraverso le narici rimanendo sotto il pelo dell’acqua, o con una preda in bocca (Romer & Parsons, 1986). Tutti i moderni tetrapodi e dipnoi ne sono provvisti.
A= Holoptychius sp., un porolepiforme: condizione ancestrale (devoniano superiore); B= Kenichthys campbelli, un tetrapodomorfo basale: stadio intermedio (devoniano inferiore); C= Eusthenopteron sp., un osteolepiforme: condizione derivata (devoniano superiore);
A sinistra: crani privi di mandibole; a destra: viste ventrali parziali del palato; an= narice anteriore; ch= coana; m= osso mascellare; n= narice esterna; pm= osso premascellare; pn= narice posteriore; v= vomere.
Si noti che il porolepiforme Holoptychius sp., pur essendo coevo della forma derivata e persino più recente di quella intermedia, ha conservato la condizione ancestrale.
Adattato da: Long, 1995* (cranio di Holoptychius sp.); Zhu & Ahlberg, 2004 (disegni dei palati, cranio di Kenichthys campbelli, © Nature, Macmillan Publ. Ltd*); e Clack, 2002* (cranio di Eusthenopteron sp.). Disegni non in scala;
*con il permesso di autori e/o case editrici |