Giovani di Periophthalmus koelreuteri (= P. waltoni) che per rifugiarsi dall'alta marea si arrampicano sulla zona umida del lato in ombra di alcune tavole di legno infilate nel fango;
area punteggiata= acqua; tratteggio continuo= zona umida; tratteggio discontinuo= legno asciutto;
sono indicate le temperature delle diverse superfici: grazie all'evaporazione, la zona umida ha temperature inferiori sia a quelle dell'acqua che della zona asciutta.
Disegno: G. Polgar, ridisegnato da Tytler & Vaughan, 1983; con il permesso della Blackwell’s Publ.
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Le specie anfibie di gobidi oxudercini mostrano anche
notevoli adattamenti ai cambiamenti di temperatura, fra i più bruschi ed estremi s
perimentati da vertebrati acquatici. L'ambiente acquatico infatti, grazie alla considerevole capacità termica dell'acqua, ha
temperature notevolmente più stabili di quello subaereo.
Le specie euriterme si termoregolano attraverso cambiamenti nella colorazione del corpo (Stebbins & Kalk, 1961), raffreddamento evaporativo (Taylor et al., 2005) e comportamenti peculiari. B. dussumieri si dispone perpendicolarmente ai raggi solari per scaldarsi durante le giornate più fredde (‘basking’: Clayton & Vaughan, 1988).
Le tane sotterranee possono giocare un ruolo fondamentale nella termoregolazione: sono state misurate differenze di 11- 13 °C fra la temperatura della superficie esposta del substrato e quella all’interno dei cunicoli (Tytler & Vaughan, 1983; Aguilar, 2000).
E’ interessante notare come diverse specie di gobidi oxudercini che vivono in aree geografiche con clima stagionale possano estivare (Pseudapocryptes, Periophthalmodon spp.) o persino ibernare (Periophthalmus, Boleophthalmus, Apocryptodon e Scartelaos spp.), rifugiandosi in tana ed aspettando che si ripresentino opportune condizioni climatiche (Clayton, 1993, Townsend & Tibbetts, 1995; Ishimatsu et al., 2000; Yuko Ikebe, com. pers.). Ciò in maniera non dissimile da alcune specie di moderni sarcopterigi acquatici (dipnoi: Graham, 1997).
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