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Nei saltafango l'escrezione, indipendentemente dal grado di terrestrialità (per es. nelle specie appartenenti ai generi Periophthalmus, Periophthalmodon e Boleophthalmus) avviene come nella maggior parte dei pesci attraverso le branchie, tramite eliminazione di composti ammoniacali e, in grado minore, di urea.
La tendenza all'ureotelia (un processo metabolico relativamente costoso, diffuso fra i sarcopterigi viventi - vedi anche Pesci fuor d'acqua), non è stato dimostrato in nessuna specie di gobide oxudercino (Gregory, 1977; Evans et al., 1999).
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Specifici meccanismi sono necessari anche per far fronte alle brusche variazioni di pH tipiche degli habitat salmastri in cui i saltafango solitamente vivono, e alle condizioni ambientali all’interno dei cunicoli, che contengono acqua fortemente inquinata e povera di ossigeno. In particolare, l’escrezione dei composti ammoniacali è inibita dal pH alcanino. E’ stata recentemente dimostrata in Pn. schlosseri la capacità di eliminare ioni ammonio (NH4+) attraverso le branchie contro forti gradienti di concentrazione: persino a pH 9.0 (Chew et al., 2003; Randall et al., 2004). Le membrane cellulari del tessuto cutaneo di questa specie hanno anche una bassa permeabilità ai composti ammoniacali, che diminuisce ulteriormente ad alte concentrazioni ambientali di questi composti. |
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